San Tarcisio, il protettore dei ministranti
Tarcisio
era un ragazzino che frequentava le Catacombe di San Callisto ed era molto
fedele alla vita di quella giovane Chiesa. Egli
ricevette i Sacramenti, nonostante essi si amministrassero solo agli adulti;
prima del Battesimo la Chiesa prevedeva un periodo triennale ("Catecumenato") di
preparazione; dopo questi tre anni, i padrini garantivano le buone intenzioni
del catecumeno, quindi si giungeva al Sacramento. Durante la Veglia Pasquale,
come era usanza di allora, Tarcisio ricevette questi tre sacramenti, detti
"dell'iniziazione cristiana", ossia - appunto - il Battesimo, l'Eucaristia e la
Confermazione. Divenne anche un accolito.
Negli anni di Valeriano le persecuzioni erano
veramente brutali ed era diventato assai arduo il compito dei Diaconi e degli
Accoliti, che dovevano portare l'Eucaristia dalle Catacombe alle carceri e agli
ammalati. Erano tempi davvero duri e, un giorno, il sacerdote della Catacomba di
Tarcisio, dopo aver preparato il Pane per la distribuzione all'esterno, si
guardò attorno per cercare qualcuno che si incaricasse di tale gravoso compito.
"Padre, manda me". Una voce echeggia nella Catacomba; la voce è quella di un
giovane, Tarcisio appunto, che si offre volontario. Alla protesta del sacerdote,
che lo riteneva troppo giovane, egli rispose: "Padre mio, la mia giovinezza sarà
la miglior salvaguardia. non negarmi questo onore, ti prego!". Il dialogo si
concluse poi così: "Tarcisio, ricordati che un tesoro celeste è affidato alle
tue deboli cure. Evita le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante
non devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci. Custodirai con fedeltà e
sicurezza i Sacri Misteri?". "Morirò piuttosto di cederli", fu la risposta del
giovanetto. Tarcisio attraversò dunque le vie della città, evitando sia i luoghi
molto frequentati sia quelli troppo deserti. Tarcisio accelerava il passo,
raccolto in pensieri santi e sublimi. Non distava molto dal carcere: c'era
soltanto da attraversare una grande piazza, dove alcuni ragazzacci facevano
gazzarra.
"Ci
manca uno per completare la squadra (per il gioco)", gridava il caporione, "come
facciamo?". Videro passare in quel momento Tarcisio, che era conosciuto da quei
ragazzi, che però non sapevano che era un cristiano. Egli rifiutò l'invito a
giocare e, nonostante essi insistettero, egli stringeva le mani al petto e
rifiutava ancora. Ad un certo punto il caporione si accorge che egli incrociava
le mani e gli chiese cosa custodiva lì dentro. Egli strinse ancor più le sue
mani, mentre gli altri cercavano di strappargliele, poi giunse un signore
anziano che capì che era un cristiano che portava i Santi Misteri. Appena si
seppe questo iniziò il pestaggio: il sangue di Tarcisio cominciò a spandersi su
quel luogo, mentre ormai i colpi e i calci non si contavano più. Giunse allora
un erculeo ufficiale pretoriano di nome Quadrato, segretamente cristiano, che
intimò a quelle canaglie di andarsene. Appena la piazza fu libera, si chinò sul
morente Tarcisio che gli disse: "Io sto morendo, Quadrato, ma il Corpo del
Signore è salvo! Ti prego, portami dal sacerdote!". Giunto là, Tarcisio era già
morto. Subito le sue spoglie furono poste nelle stesse Catacombe di San Callisto
, poi un'iscrizione ricorda il loro trasporto alla chiesa di San Silvestro in
Campo, molto tempo dopo. Nel XIX secolo il martire dell'Eucaristia fu scelto
come patrono dei ministranti e dei paggi del SS. Sacramento.